Luca Bonadimani è psicologo a Verona e si occupa di psicologia del cambiamento nelle organizzazioni, nei gruppi e nelle persone, con particolare attenzione alla motivazione, alle relazioni, ai processi decisionali e al rapporto tra tecnologia e comportamento umano.

Il valore di un’organizzazione dipende anche dalla sua capacità di cambiare.

E ogni cambiamento passa dalle persone.

Strategie, investimenti e tecnologie possono indicare una nuova direzione. Per trasformarla in comportamento organizzativo servono persone motivate, gruppi capaci di cooperare e sistemi sufficientemente flessibili da abbandonare modalità che hanno funzionato in passato ma che non funzionano più.

Organizzazioni

Gruppi

Persone

Tecnologia

La questione

Perché cambiare è così difficile?

Le organizzazioni costruiscono nel tempo un proprio sentiero. Procedure, competenze, tecnologie, ruoli, relazioni, linguaggi e modi di prendere decisioni si consolidano perché, almeno in una determinata fase, hanno funzionato.

Poi il contesto cambia. Una nuova strategia può essere approvata, una struttura ridisegnata, una tecnologia resa disponibile. Eppure persone e gruppi possono continuare a riprodurre modalità precedenti.

Il passato non scompare quando decidiamo di cambiare: rimane incorporato nei comportamenti, nelle competenze, nelle aspettative, nelle identità professionali e nelle relazioni. Per questo il problema non è semplicemente convincere le persone a cambiare.

Il punto è comprendere che cosa mantiene il comportamento attuale e quali condizioni possono rendere concretamente praticabile quello nuovo.

La tesi

Una strategia produce valore quando l’organizzazione riesce a trasformarla in comportamento.

Motivazione

Non significa semplicemente incentivare.

Cambiamento

Non coincide con la decisione di cambiare.

Tecnologia

L’adozione tecnologica è anche un processo psicologico.

Creazione di valore

Il fattore umano nella creazione di valore

Il patrimonio di un’organizzazione comprende competenze, conoscenze, motivazione, fiducia, capacità di cooperare, disponibilità ad apprendere, responsabilità e capacità di affrontare situazioni nuove.

Queste risorse possono generare valore oppure rimanere inutilizzate quando l’organizzazione produce disinvestimento, conflitti ricorrenti, rigidità, sovraccarico, ambiguità nei ruoli o resistenza al cambiamento.

La dimensione psicologica non è un elemento accessorio della trasformazione organizzativa. Riguarda la possibilità stessa che persone e gruppi riescano a fare qualcosa di diverso da ciò che hanno fatto fino a quel momento.

Organizzazioni

Dove il cambiamento si blocca

01

Organizzazioni in transizione

Quando struttura e strategia cambiano, ma comportamenti e cultura continuano a riportare il sistema verso ciò che conosce.

02

Motivazione e investimento nel lavoro

Quando competenze e capacità esistono, ma una parte crescente dell’energia disponibile non si trasforma più in responsabilità, collaborazione e valore.

03

Gruppi, responsabilità e decisione

Quando il problema emerge nella collaborazione, nelle responsabilità, nei conflitti o nella distanza fra decisione e azione.

04

Tecnologia, IA e lavoro umano

Quando ciò che tecnicamente sarebbe possibile incontra persone e organizzazioni che devono ridefinire competenze, ruoli, responsabilità e significati.

05

Affaticamento e sostenibilità organizzativa

Quando urgenza, carico, ambiguità e perdita di riconoscimento iniziano a consumare progressivamente le risorse del sistema.

Metodo

Prima dell’intervento viene la domanda

Non propongo format da applicare indistintamente. Un intervento qualificato comincia dalla comprensione della situazione concreta e dalla definizione di ciò che l’organizzazione vuole realmente cambiare.

01

Analisi della domanda

Che cosa sta accadendo, perché il problema viene posto adesso, chi è coinvolto e quale cambiamento viene realmente richiesto.

02

Definizione del contratto

Obiettivi, destinatari, modalità, responsabilità, tempi, limiti e criteri di restituzione vengono chiariti prima di iniziare.

03

Lettura del sistema

Comportamenti, relazioni, ruoli, comunicazione, significati, risorse e contraddizioni vengono osservati senza ridurre il problema a un singolo colpevole.

04

Intervento

Incontri con il management, workshop, lavoro con gruppi, formazione, laboratori esperienziali o percorsi articolati vengono costruiti sulla domanda.

05

Restituzione e follow-up

La comprensione deve diventare utilizzabile: che cosa mantiene il problema, che cosa può essere modificato e quali cambiamenti sono realisticamente sostenibili.

Principio di lavoro

Rigore prima delle formule

Il cambiamento è un campo nel quale convivono ricerca scientifica, pratiche professionali solide e una quantità considerevole di spiegazioni semplicistiche.

Il mio lavoro parte da conoscenze e modelli psicologici scientificamente fondati. Distinguo le evidenze dalle ipotesi, gli strumenti esplorativi dalle conclusioni e la ricerca dalle narrazioni suggestive. Non utilizzo pseudoneuroscienze, formule motivazionali o tecniche presentate come universalmente efficaci.

Comprendere il cambiamento richiede metodo. Applicarlo richiede anche esperienza, capacità di osservazione e attenzione al contesto.

È in questo senso che penso al cambiamento come a un’arte fondata sulla conoscenza: l’arte di cambiare.

Esperienza

Conosco le organizzazioni anche dall’interno

Prima di diventare psicologo ho lavorato per molti anni come imprenditore e consulente nel software, nella tecnologia e nei processi aziendali.

Ho conosciuto direttamente progetti, clienti, budget, scadenze, marginalità, responsabilità imprenditoriali, conflitti tra funzioni, introduzione di nuovi sistemi e difficoltà concrete della trasformazione.

Prospettive

Psicologia
Comportamento, motivazione, relazioni, gruppi e processi di cambiamento.

Filosofia
Significato, libertà, responsabilità, scelta e limite.

Tecnologia
Processi, trasformazione digitale, automazione e intelligenza artificiale.

Ricerca e formazione

Studiare il cambiamento da prospettive diverse

Analisi transazionale

Contratto, riconoscimento, transazioni, stati dell’Io, giochi, copioni e autonomia offrono strumenti per comprendere come si formano e si mantengono i pattern relazionali. Questa prospettiva contribuisce allo studio delle condizioni che possono ostacolare o rendere possibile il cambiamento nelle persone, nei gruppi e nelle organizzazioni.

Semiotica

Proseguo gli studi in Semiotica presso l’Università di Bologna. Le organizzazioni vivono anche attraverso linguaggi, interpretazioni e narrazioni condivise: il modo in cui un sistema descrive se stesso contribuisce a determinare ciò che riesce a immaginare come possibile.

Perché persone e organizzazioni continuano a ripetere ciò che non funziona più, e che cosa rende possibile un cambiamento reale?

Pubblicazione

Quaderno

Idee, ricerca e osservazioni sul cambiamento nelle persone, nei gruppi e nelle organizzazioni.

Persone

Il cambiamento individuale

Lo stesso problema assume una scala diversa nel lavoro individuale. Crisi, passaggi di vita, difficoltà decisionali, comportamenti compulsivi, dipendenze comportamentali e rapporto problematico con il digitale possono essere affrontati interrogando ciò che mantiene una situazione e ciò che può rendere possibile un movimento diverso.

Comprendere gli automatismi. Chiarire le scelte. Ritrovare una direzione.

Primo confronto

Una conversazione può essere il punto di partenza

Una trasformazione che procede con difficoltà, un gruppo che continua a riprodurre lo stesso conflitto, una decisione strategica che non riesce a diventare comportamento o una tecnologia che viene formalmente introdotta ma sostanzialmente evitata: il primo confronto serve a comprendere la situazione e a valutare se esistono le condizioni per un intervento psicologico utile.