Chi sono

Il mio percorso professionale nasce dall’incontro tra psicologia, filosofia, tecnologia e studio dei processi di cambiamento. Nel tempo questi ambiti, apparentemente distanti, hanno costruito una direzione comune: comprendere come una persona attribuisce significato alla propria esperienza, come si strutturano gli automatismi che la condizionano e in che modo possano essere ricostruiti margini concreti di scelta.

La mia formazione filosofica ha orientato fin dall’inizio l’attenzione verso la soggettività, la libertà, la responsabilità, il linguaggio, la crisi e le forme attraverso cui una persona racconta a se stessa la propria vita. La psicologia ha dato a questa attenzione un quadro professionale, scientifico e operativo: ascolto, valutazione della domanda, sostegno, prevenzione, promozione del benessere, comprensione dei processi emotivi, cognitivi e relazionali.

Formazione in filosofia, scienze cognitive, psicologia e consulenza filosofica. In formazione presso la scuola di specializzazione in psicoterapia AETOS e impegnato nello studio della semiotica presso l’Università di Bologna.

Studi e formazione

Il mio percorso di formazione è iniziato dalla filosofia, studiata all’Università degli Studi di Verona. È lì che hanno preso forma alcune delle domande che hanno continuato ad accompagnarmi negli anni: il significato che attribuiamo all’esperienza, la soggettività, la libertà, la responsabilità, l’etica e il modo in cui costruiamo il nostro rapporto con noi stessi e con il mondo.

A distanza di anni ho ripreso quelle domande da una prospettiva diversa, avvicinandomi allo studio scientifico della mente. La laurea in Scienze cognitive presso l’Università degli Studi di Trento ha rappresentato il punto di incontro tra la precedente formazione filosofica e discipline come psicologia cognitiva, neuroscienze, linguaggio, percezione e studio del comportamento. Non un abbandono della filosofia, quindi, ma un progressivo ampliamento degli strumenti attraverso cui interrogare gli stessi problemi.

In questo percorso si colloca anche il Master universitario di II livello in Consulenza filosofica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. La prima edizione del Master, diretta e coordinata da Umberto Galimberti, riuniva studiosi provenienti da ambiti differenti e interessati al dialogo tra filosofia, psicologia, cura, linguaggio e forme dell’esistenza. È stata un’esperienza importante perché mi ha mostrato concretamente come la riflessione filosofica possa uscire dall’ambito puramente teorico e confrontarsi con le domande che emergono nelle scelte, nelle crisi e nei passaggi della vita.

L’approdo alla psicologia è maturato dentro questa traiettoria. La laurea magistrale LM-51 in Psicologia, conseguita presso l’Università degli Studi di Verona, mi ha permesso di ricomporre molti degli interessi sviluppati negli anni entro un quadro scientifico e professionale più preciso: il lavoro sulla domanda, i processi decisionali, la motivazione, la regolazione emotiva, le relazioni e i meccanismi attraverso cui persone e gruppi possono rimanere legati a modalità di comportamento che non risultano più funzionali.

Da prospettive differenti, filosofia, scienze cognitive e psicologia hanno così finito per convergere intorno a una stessa questione: comprendere perché cambiare sia spesso così difficile e quali condizioni possano rendere possibile un cambiamento reale e sostenibile.

Formazione in corso

Questa domanda continua a orientare anche la mia formazione attuale.

Sono iscritto alla scuola di specializzazione in psicoterapia AETOS, dove sto approfondendo l’Analisi Transazionale. Mi interessano in particolare il lavoro sul contratto, gli stati dell’Io, i copioni, le dinamiche relazionali e i modi attraverso cui schemi consolidati possono continuare a organizzare comportamenti e relazioni anche quando hanno perso la loro funzione originaria.

Parallelamente proseguo gli studi universitari in Semiotica presso l’Università di Bologna. Il mio interesse riguarda soprattutto il ruolo del linguaggio, dei segni e dei processi interpretativi nella costruzione dei significati, delle identità e delle rappresentazioni attraverso cui persone, gruppi e organizzazioni comprendono ciò che accade e immaginano ciò che può accadere.

Anche questi percorsi, apparentemente differenti, convergono quindi nello stesso campo di ricerca e di lavoro: i processi attraverso cui individui e organizzazioni interpretano la propria esperienza, riproducono determinati modi di agire e, talvolta, riescono a trasformarli.

Dall’esperienza nei sistemi al lavoro psicologico

Per molti anni ho lavorato nel campo del software, della consulenza e dell’analisi dei processi organizzativi. Questa esperienza mi ha abituato a osservare i sistemi: dove si bloccano, dove producono errori ricorrenti, dove generano automatismi, dove possono essere riprogettati.

Nel lavoro psicologico questa sensibilità diventa attenzione ai circuiti personali e relazionali: abitudini, evitamenti, ricadute, decisioni ripetute, comportamenti che nel breve periodo sembrano offrire sollievo ma che, nel tempo, possono ridurre libertà, fiducia e possibilità di scelta.

Un’area centrale del mio interesse riguarda le dipendenze e i comportamenti compulsivi. In questo ambito il punto non è moralizzare la perdita di controllo, ma comprenderne la funzione: che cosa calma, che cosa evita, che cosa ripete, quale sofferenza contiene, quale parte della persona resta momentaneamente protetta e quale invece viene sacrificata.

Filosofia, psicologia e significato

La filosofia non viene proposta come servizio separato dalla psicologia. È piuttosto una profondità dello sguardo: attenzione al senso delle parole, ai valori, alla responsabilità, al limite e alle domande che una crisi porta con sé.

Ogni percorso psicologico incontra, prima o poi, anche una domanda di significato. Non soltanto: “come sto?”. Ma anche: “quale signficato posso dare alla mia vita?”, “perché continuo a rivivere queste esperienze?”, “quale possibilità di scelta mi resta?”, “che direzione può prendere adesso la mia vita?”.

Il mio lavoro si rivolge a persone che attraversano momenti di crisi, disorientamento, difficoltà emotiva, stress, comportamenti compulsivi, rapporto problematico con il digitale, fatica decisionale o perdita di orientamento esistenziale. L’obiettivo non è offrire risposte rapide o formule standardizzate, ma costruire uno spazio in cui la difficoltà possa essere compresa, nominata e trasformata in un percorso praticabile.